La rete di comunicazione assume forme che interagiscono sempre più fra loro, in continua evoluzione, le notizie assorbono l'attenzione e si sovrappongono, il tempo reale le fa vivere come non era stato in precedenza ma ne aumenta, al contempo, il senso del loro divenire virtuali nel subconscio di chi le riceve.
Ho provato, cinque anni fa, a mettere insieme i post di un gruppo di amici - pure virtuale - con un blog che recasse scritti e immagini dal mondo, da diverse angolazioni di altrettanti punti di vista. L'Huffington Post, nel tempo, ha fatto bene quel percorso che noi - invece - avevamo solo iniziato al numero zero. E
adesso è un gigante e ha assunto la forma di un Corriere o Repubblica, La Stampa o El Paìs.
Utili fonti, come tutte al mondo, di inclusione e compressione delle notizie.
Non so come andrà, stavolta, e ci vorrà tempo, ce ne vorrà di certo.
Ma proveremo, quel gruppo di amici, sicuramente allargato a nuovi, a fare un percorso dei punti di vista di ciascuno, nel modo in cui è percepito quanto accade nel mondo, senza la pretesa di parlare di tutto, semplicemente limitandoci a quanto sentiamo di raccontare del vissuto che la notizia ha avuto nelle nostre riflessioni.
Non so come andrà, stavolta.
L'intuizione precedente era buona, ma l'impegno avrebbe comportato una dimensione editoriale che non potevamo avere.
Non sarà sempre aggiornato con i fatti, non avrà una periodicità stabile... sarà sempre in linea con i nostri pensieri.
Da adolescente leggevo un quotidiano che aveva una piccola icona di un bambino che apriva una finestra sul mondo. Sono cambiate molte cose, da allora. Come sempre accade col tempo.

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